Vecchie poste di Arcene

Via Leone XIII

Mappiamo i luoghi e le storie di Arcene per creare un ponte tra ieri, oggi e domani. Riscopriamo il passato per dare valore al presente e ispirare il futuro, offrendo un viaggio visivo e narrativo a chi vuole comprendere il cambiamento e immaginare insieme ciò che diventeremo.


Obiettivo del sito

L’obiettivo di questo portale è raccontare e valorizzare la storia dei cortili di Arcene e la sua ricca cultura popolare. Attraverso un sito web moderno, dinamico e fortemente visivo, viene dato ampio spazio alla memoria storica del paese, creando un ponte tra passato e presente.

Il nome stesso della piattaforma, “Arcene: ieri, oggi, domani?”, racchiude tre diverse dimensioni temporali studiate per guidare il visitatore a un’immediata intuizione dei contenuti:

  • Ieri: la riscoperta delle tradizioni, delle corti storiche e delle origini.
  • Oggi: la realtà attuale del territorio e la conservazione della memoria.
  • Domani? una domanda aperta sul futuro della cultura locale e sulla sua trasmissione alle nuove generazioni.

Nota importante: Molte delle informazioni raccolte in questo sito non si trovano sul web, ma custodiscono i preziosi ricordi di chi ha vissuto, amato e trasformato il nostro territorio. Queste testimonianze nascono dal desiderio profondo di tramandare il proprio sapere, nella speranza di lasciare in eredità un patrimonio storico e culturale di valore alle nuove generazioni.

Testimonianze

Com’era Arcene negli anni ’60?


“Eh, ben diversa da adesso! Il paese era più piccolo, meno popolato e c’era molto più spazio per l’agricoltura: nella zona ad Est della Statale 42 v’erano in pratica soltanto campi dove la gente del posto lavorava da mattina a sera, mentre chi non faceva il contadino andava ogni giorno a Milano o a Bergamo a fare l’operaio. C’erano molti più pendolari allora in quanto gli insediamenti produttivi in Arcene non esistevano. Del resto Arcene era un paese tranquillo, calmo, senza pretese; la gente rientrava la sera dal lavoro e ripartiva il mattino e non aveva necessità particolari.”

— “Marsilio Bertola”, ex sindaco di Arcene

Come partecipavi alla comunità da bambino?


“Quando avevo poco più di dieci anni facevo chierichetto con un paio di coetanei, sempre pronti a combinare qualche marachella, per poi nascondendoci dietro il grande altare. Don Gino Cortesi era un prete un po’ severo, di quelli vecchio stampo, ma ci voleva un gran bene. Servire la messa con lui ci faceva sentire importanti e, anche se a volte scappava da ridere proprio sul più bello, quel periodo e gli insegnamenti di Don Gino me li porto ancora dentro.”

— Giacomo

Qual è il ricordo più bello che hai di quei tempi?


“La domenica, non appena il prete diceva ‘la messa è finita’, schizzavo fuori dalla chiesa. Mi piazzavo sui gradini della piazza ad aspettare che uscissero gli altri per poi raggiungere l’oratorio appena costruito. Mentre i grandi si fermavano sul sagrato a parlare dei fatti del paese, noi ragazzi ci lanciavamo di corsa verso l’oratorio. Passavamo le ore a giocare a pallone, senza fermarci mai. Verso le quattro si faceva merenda con pane e un pezzetto di cioccolato che ci portavamo da casa, e stavamo lì a scherzare fino a tardi, finché non faceva quasi buio per tornare a casa per cena.”

— Pietro